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La montagna mi sta insegnando a rallentare

Da 2 escursioni a questa parte sto provando a rallentare. Mi spiego meglio. Io amo andare in montagna, ma amo farlo da sola perché in gruppo finisco sempre per essere lasciata per ultima per il semplice fatto che in salita non ho fiato e ogni 2×3 mi devo fermare. (In quanti come me?)

L’altro giorno, stavo salendo alla Capanna Corno Gries e mi sono ricordata di quando da piccolina ci sono salita con la mia famiglia e ad un certo punto non avevo proprio più fiato, mi sono fermata e non volevo più andare avanti. Probabilmente piangevo pure. La mamma allora mi diede del cioccolato e se non ricordo male, in un qualche modo alla fine sono riuscita ad arrivare in cima. Mi sono però rimasti i ricordi di un’escursione super faticosa e terribile. (Ci siete mai stati?)

Potete ben capire come questa volta ero carica, pronta a sfidare me stessa e a capire soprattutto se dovevo aggiornare i miei ricordi sul percorso o meno. 

Parto allora tutta bella carica e ad un certo punto, non molto lontano dalla partenza, incrocio un Signore che gentilmente si mette da parte per lasciarmi passare. Io, già affannata lo saluto, lo ringrazio e accelero il passo per non farlo aspettare. Ed è proprio in quell’istante che lui mi dice: “PIANO PIANO”. Io gli sorrido, lo “sorpasso” e lui riprende la sua strada in silenzio, piano piano, un piede dopo l’altro. 

Io invece, faccio un qualche altro passo e poi mi fermo col cuore in gola e senza fiato. Sento però che qualcosa in me è cambiato, c’è stato un click. Infatti, appena sono ripartita ho rallentato la mia camminata assaporando passo dopo passo, portando, in modo istintivo/naturale, la mia concentrazione sul respiro. Giuro che mi sembrava di essere nel corpo di un’altra persona. Respiravo bene e l’aria fresca mi entrava nei polmoni dandomi carica e appena avevo la consapevolezza di prendere velocità, dicevo alla mia mente o ad alta voce, “PIANO PIANO”. 

È proprio vero che “Chi va sano va piano e va lontano”. 

Tornando a quella piccola Ely di almeno 10 anni fa, probabilmente quella bimba camminava molto veloce, più veloce di tutti, ma non si vedeva perché era costretta a doversi sempre fermare e dunque perdere tempo e arrivare sempre ultima. 

E quel percorso che un tempo le è sembrato super lungo, faticoso e terribile, ora se lo ricorderà come un percorso fattibile, bello ed emozionante! 

Per la cronaca, da quando il cartello alla partenza segnava 1H, io fermandomi a fare le foto, i video, creare contenuti per Elyswitzerlandtravel e poche volte a prender fiato (si l’ammetto ci devo ancora lavorare, ma sono felice di aver fatto questo passo, per me, da gigante!!) ci ho impiegato 1H15. 

Posso dire di essere super fiera di me! 

Ringrazio le montagne per tutti gli insegnamenti super utili! Sta volta ho capito che bisogna imparare a rallentare nella vita in generale e non solo in montagna. In questo modo ti godi di più l’esistenza. 

Ringrazio il Signore che la vita ha messo sul mio sentiero. 

E per finire, ringrazio me stessa per aver fatto quel click e per imparare, ogni giorno di più, a volermi bene. 

NB: Se vi rivedete nella piccola Ely provate a pensare a quel Signore e ditevi: “PIANO PIANO” e non arrendetevi se non ci riuscite subito. Prima o poi arriverà anche per voi quel click tanto atteso e che rende le escursioni in montagna ancora più belle! 

VI AUGURO UNA SPLENDIDA GIORNATA/SERATA

La vostra Ely 

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